Il massaggio linfodrenante, come suggerisce il nome, coinvolge il nostro sistema linfatico e il suo relativo drenaggio. In cosa consiste esattamente questa operazione? In pratica il massaggio linfatico agisce appunto sui vasi linfatici, andando a coadiuvarne il corretto funzionamento, nella fattispecie un deflusso regolare.

In questo articolo illustreremo le caratteristiche del massaggio linfodrenante, spiegheremo i benefici che può arrecare al nostro corpo e alla nostra mente e infine proveremo a dare dei consigli pratici per un trattamento fai-da-te.

Il massaggio linfodrenante, chiamato spesso semplicemente linfodrenaggio, è attualmente un massaggio molto conosciuto e diffuso in ogni angolo del globo.

In queste prime battute è bene specificare che esso non si rivolge solo alle donne e non è un trattamento utile soltanto per combattere la cellulite. Scopriamo insieme tutte le potenzialità di questa tipologia di massaggio, utile – come vedremo – sia a livello fisico che a livello estetico.

Alcuni lo chiamano drenaggio linfatico, altri massaggio linfatico, o ancora “drenaggio linfatico manuale” (sigla DLM), ad ogni modo ci riferiamo al particolare tipo di trattamento ideato dal fisioterapista danese Emil Vodder negli Anni Trenta del Novecento (e poi perfezionato da Albert Leduc).

Il concetto alla base di questo massaggio è quello di “espellere” i prodotti di scarto da alcune zone del corpo, di drenare le sostanze dannose che il nostro organismo accumulate per ragioni patologiche oppure legate al nostro stile di vita.

Il massaggio linfodrenante dunque – favorendo il flusso della linfa nel corpo – aiuta ad smaltire scorie organiche ed è quindi particolarmente ad atto per i percorsi di disintossicazione. Ai reni poi toccherà portare a compimento questo percorso di smaltimento rifiuti, evitando infezioni e/o infiammazioni.

Contemporaneamente, del resto, si andrà a rafforzare il sistema immunitario.

Il conseguente effetto estetico di questa operazione consiste nell’eliminazione di annessi rigonfiamenti sottocutanei.

Ne deriva una particolare utilità nell’alleviare edemi ma soprattutto nei percorsi pre-e post-chirurgia plastica e post-liposuzione, sempre più frequenti al giorno d’oggi rispetto a cinquant’anni fa.

Inoltre, il massaggio linfatico può essere un valido aiuto per cicatrici di varia natura, per le vene “a ragno”, l’arrossamento generico o l’acne più accentuato.

Attraverso una manipolazione molto leggera ma ben eseguita si possono ottenere risultati notevoli.

Massaggio linfodrenante: come farlo

Partiamo dalla regola fondamentale, la costante di ogni massaggio che debba favorire la circolazione: movimenti dal basso verso l’alto. La pressione deve essere moderata al fine di evitare dolori o arrossamenti.

Meglio utilizzare movimenti abbastanza lenti e circolari: è indifferente procedere in senso orario o anti-orario, ma dovrete avere l’accortezza di non cambiare direzione durante il movimento. La pressione invece può leggermente variare, al fine di ottenere un effetto di “pompaggio” ma sempre senza esagerare con la frizione. E’ consigliabile utilizzare 4 dita.

In generale provate ad immaginare di impastare un pizza, con la differenza che in questo caso non c’è pericolo di prendere delle calorie! Come potete intuire non è difficile applicare questo trattamento su sé stessi, con la tecnica del fai-da-te. Potrete in questo modo concedervi un auto-massaggio linfodrenante anche ogni giorno, magari dopo la doccia (momento ideale per lavorare sul nostro corpo).

Esistono poi anche dei macchinari che possono sostituire il (con)tatto umano, attraverso vari metodi.

Ci sono ad esempio accessori che aspirano la pelle in varie direzioni, stimolando la rigenerazione delle cellule. Oppure c’è il sistema della pressoterapia, che utilizza pompe gonfianti e sgonfianti per innescare il flusso linfatico.

Tutti metodi a loro modo utili e sicuramente non dannoso, ma in ogni caso – va specificato – rivolgersi ad un professionista, in grado di realizzare un massaggio eseguito “a mano”, è sempre la soluzione migliore e più efficace.

A tal proposito è bene specificare che in ogni caso è consigliabile abbinare a questi trattamenti (che siano manuali o meccanici) una corretta alimentazione e una sana attività fisica: reiterate scorpacciate di grassi difficilmente verranno assorbite da qualche seduta linfodrenante. Per chiudere in bellezza però perché non concedersi una sauna tonificante: un metodo utile e piacevole per aiutare “gli spazzini” del nostro organismo.

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